Mutui

Casa e mutuo: tutto comodamente online

mutuo-4Si sa, spesso si possono cercare soluzioni semplici per servizi complicati tramite internet. In questo modo, semplifichiamo e velocizziamo spesso i processi.

Talvolta, però, queste ricerche si rivelano solo una perdita di tempo. E’ il caso dei mutui, ad esempio: tra le varie opzioni ondine, si “rischia” di trovare la proposta adatta (dopo vari tentativi e calcolo) ma poi capita che la soluzione venga respinta dalla banca che ha regole rigide circa le garanzie che necessita.

Per questo è consigliabile che il confronto di preventivi ondine sia affiancato dalla professionalità di un consulente finanziario. Per esempio alcuni siti come www.mutuionline.it permette di confrontare preventivi a partire dalle banche (dopo aver compilato un form).

Il servizio e gratuito e, grazie ad alcune informazioni preliminari (come finalità mutuo, tipo di tasso, valore immobile, importo e durata, frequenza rate, età del richiedente, impiego, reddito e residenza) si può andare più sul sicuro.

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Mutui casa 2009: si abbassano

s_675Notizie migliori arrivano per quanto riguarda i mutui per la casa. Il mercato pare presentare cifre più moderate, ma anche la legge ne mette del suo con alcuni ritocchi.

Ritocco n°1: lo Stato si accollerà (pagando, a fondo perduto) la quota eccedente il 4% di tutte le rate con scadenza nel 2009;
Ritocco n°2: il vantaggio di poter stipulare mutui con gli indici della Bce (Banac Centrale Europea). Tali indici sono obbligatori da offrire al cliente da parte delle banche.
Ritocco n°3: resta aperta senza scadenze la possibilità di surrogare il vecchio mutuo e stipularne uno nuovo con un’eventuale altra banca, in base al concetto di “portabilità”.

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Mutui e agevolazioni: rate sospese dal 2010

s_675A partire da gennaio 2010, alcune categorie (lavoratori, disoccupati, famiglie che hanno subito il decesso della persona con il reddito maggiore nel nucleo, cassaintegrati, lavoratori a tempo indeterminato e determinato che hanno perso il posto di lavoro e i lavoratori autonomi con interruzione di attività.) potranno godere di una sospensione del pagamento della rata del mutuo per un periodo di dodici mesi.

Tale novità è stata pensata per alleggerire il bilancio familiare quando il pagamento del mutuo diventa opprimente. Le associazioni dei consumatori (Adusbef e Federconsumatori) avevano domandato una sospensione per 18 mesi, ma si dichiarano tuttavia soddisfatte del compromesso raggiunto fin’ora.

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Crisi economica: comprare con il mutuo o no?

1Se la crisi economica ha abbassato i prezzi delle abitazioni, c’è da chiedersi: conviene approfittare dei prezzi più contenuti, comprare una casa ed accendere un mutuoin questo momento?

La prima risposta utile è: dipendedal soggetto. Nomisma (settore ricerche) dice che la ripresa economica è vicina e che, considerando i tempi dilatati per la vendita effettiva di un immobile (6 mesi per le case e 7 per gli uffici) l’affare potrebbe poi non essere così grande. Coloro che fanno di tutto per allungare le trattative nella “speranza” che la crisi continui potrebbero, quindi, trovarsi a bocca asciutta.

Dall’altro, pare che ormai la maggior parte degli intervistati sostiene di voler devolvere i fondi risparmiati in una casa, vista attualmente come investimento sul mattone, possibilmente evitando intermediazioni varie.

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L’Euribon scende e i mutui cambiano faccia

unioneeuropea.jpg Leggero calo per l’Euribon, il tasso che le banche utilizzano per regolare le proprie politiche sui mutui ipotecari, che oggi si è attestato su 2,51%, ovvero il livello più basso dal gennaio 2006.
Come si regoleranno le banche?
Al momento l’intero settore è in fermento e qualche novità comincia a profilarsi all’orizzonte.
La Ing Direct ha, ad esempio, deciso di lanciare un nuovo mutuo a tasso variabile ancorato direttamente alla Banca Centrale Europea e non all’Euribon che sino ad ora era stato il parametro per i mutui variabili.
Seguendo la scia del gruppo olandese anche altri istituti hanno pensato di lanciare delle offerte analoghe. Bipiemme ha abbracciato la via degli “Euromutuo” ed ha deciso di implementare quanto già fatto lo scorso novembre. Con l’approvazione del decreto anti-crisi, infatti, il Governo aveva imposto alle banche di offrire ai propri clienti la possibilità di scegliere un mutuo a tasso variabile agganciato direttamente al tasso della Banca Centrale Europea, e la Bipiemme aveva subito risposto all’invito offrendo questa opzione.
Visti i precedenti c’è quindi da aspettarsi che altri istituti di credito faranno lo stesso, offrendo prestiti ancorati al costo del denaro.
Ma che cosa cambia con queste misure?
Dalle prime analisi emerge che lo spread, ovvero il margine di rincaro, applicato ai mutui ancorati al tasso Bce è più elevato rispetto a quello legato all’Euribon, risultando quindi più cari rispetto a quelli indicizzati all’Euribon.
Ad esempio i “mutui Bce” della Ing, rispetto a quelli Euribon, risultano più cari di 0,25 punti percentuali, mentre Unicredit applica un rincaro di 0,5 punti, Bipiemme un rialzo tra lo 0,3 e lo 0,7 punti percentuali o ancora il “mutuo Ambra” di Banca Sella costa 0,65 punti percentuali in più se legato al tasso Bce.
In controtendenza solo il Banco Popolare che per entrambi i prodotti applica uno spread del 2%.
Ma da cosa dipende il costo maggiore dello spread dei mutui Bce rispetto a quelli Euribon?
La spiegazione si rintraccerebbe nel fatto che il mutuo Bce incorpora una sorta di assicurazione, in virtù del fatto che il tasso Bce è più stabile rispetto agli indici Euribon, che sono molto sensibili alle variazioni del mercato, e quindi molto più esposti a oscillazioni anomale.
Come si fa allora a scegliere?
Ad oggi i mutui Euribon sono meno cari anche grazie al ribasso dell’indice, ma va comunque sempre tenuto presente che le variazioni degli indici Euribon possono essere repentine ed inaspettate, scatenando in ogni momento una situazione analoga a quanto è avvenuto lo scorso anno a causa dei mutui subprime.
L’unica raccomandazione possibile è quindi di stare sempre con gli occhi aperti!

Mutui, fisso o variabile?

town.jpg Sui mutui c’è molto da dire e, purtroppo, tutto è sempre il contrario di tutto.
Fino a poco tempo fa, infatti, l’unica difesa contro i rischi sembrava essere il tasso fisso, che consentiva di ottenere nuovi finanziamenti e di proteggersi dai tassi impazziti dell’Euribor.
Ebbene sembra che anche questa ultima “barriera” sia stata abbattuta e che, paradossalmente, una nuova difesa possa giungere solo dal tanto demonizzato tasso di interesse variabile. A contribuire a questa svolta è stato soprattutto il Decreto Anti-crisi per il 2009 che ha fissato, per i soli tassi variabili, il tetto massimo del 4%.
Questa nuova normativa ha beneficiato coloro che avevano effettuato il passaggio da fisso a variabile, ma ha anche fortemente penalizzato quelli che avevano scelto, per motivi di prudenza, di sobbarcarsi il maggior costo del tasso fisso.
Un ruolo importante in questa “riscossa” dei tassi variabili ha poi giocato anche la drastica riduzione degli Euribor che ha reso i tassi variabili molto più convenienti.
Cosa fare duque?
Una delle strade percorribili sarebbe quella della rinegoziazione e della surroga che attualmente potrebbe consentire un risparmio mensile secco tra il 5,8 e il 16,8%, in previsione del prevedibile ed ulteriore calo degli Euribor nel 2009.
Ma prima di compiere questo passo sarà bene pensarci visto che gli Euribor, come tutti gli indici, non scenderanno in eterno e che quindi un rischio, e anche forte, rimane.
I più prudenti potranno quindi decidere di restare fedeli alla “formula fisso”, stipulando così un mutuo con un tasso che, magari oggi comporterà dei costi superiori, ma che risulterà più conveniente e sicuro in ottica pluriennale.
Tuttavia, è bene ricordarlo, anche i tassi fissi nascondono delle insidie, collegate all’andamento dei tassi Irs, per i quali si prevede una discesa nel 2009.
Il risultato?Nessuna certezza sulla scelta o sulla convenienza dell’una o dell’altra opzione, il mutuo rimane un “terno al lotto”.