Mercato Immobiliare

Mercato immobiliare: mansarde al top

Mansarda

Mansarda

Immobiliare.it ha condotto una ricerca aggiornata sull’ultimo andamento del mercato immobiliare, ed ha una novità: nei sogni degli italiani non c’è più il tanto sospirato loft, bensì la mansarda.

Una tendenza forte, quella precedente, che pure ha dovuto cedere vistosamente il passo al cambiamento netto. La mansarda, il cui concept iniziale consisteva nel riadattametno abitativo di una camera-magazzino, è particolarmente apprezzata nelle città.

Inoltre, la mansarda è più economica del loft, si può ottenere un mutuo per prima casa (che con il loft non accade, perchè sono strutture di natura commerciale), ed hanno un prezzo mediamnente inferiore del 17% rispetto ad una casa a pari condizioni.

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Lavori sfiancati e mal pagati agli stranieri

Lavoratori stranieri

Lavoratori stranieri


“In Italia, gli stranieri riempiono un buco”

– Carlo Dell’Arringa, professore all’Università Cattolica di Milano, spiega così il ruolo degli extracomunitari nel Paese –

“Se non ci fossero stati gli immigrati, alcuni dei posti di lavoro che questi occupano, non sarebbero stati creati perché troppo costosi per il datore di lavoro”

Questa informazione, supportata dai dati Istat, conferma la dilagante presenza di manodopera straniera, impiegata soprattutto nell’artigianato, edilizia, manifattura ed infine cura della persona.
La necessità di moltissimi immigrati di guadagnare li spinge ad occupare posti di lavoro che per gli Italiani, nonostante l’attuale crisi economica, non sono appetibili.

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Cresce il valore degli immobili di lusso

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Si tratta di una ristretta fascia di mercato, di un settore specifico e piccolo ma forse, è sempre meglio che niente… è la ripresa, lenta ma che lascia bene sperare, del mercato del mattone di prestigio.

Pare che la produzione italiana sia garanzia di qualità e stile, e che gli immobili di lusso made in Italy ben potranno aiutare il settore italiano del mercato immobiliare, il cui crollo nel corso del 2009 era stato evidente.

Le stime di Assoedilizia sono che a partire dalla seconda metà del 2010, i ritmi del mercato si evolveranno in meglio, e si azzarda anche una risalita delle quotazioni relative. Unico dato scoraggiante: l’ascesa dei valori (forte al nord, soprattutto Torino, Genova, Bologna, Firenze e Venezia) non coninvolgerà il meridione, con punte a Napoli, Bari e Palermo.

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Europa in rialzo

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Avvio in rialzo per le borse europee sulla scia della chiusura positiva di Wall Street e dell’andamento delle piazze asiatiche. Ad alimentare l’ottimismo i segnali di stabilizzazione nelle vendite al dettaglio anche se gli investitori restano cauti. L’indice Ftse 100 a Londra sale dell’1,74% a quota 3.775,56, il Cac 40 di Parigi avanza dell’1,85% a 2743,41 punti e il Dax 30 di Francoforte registra un progresso dell’1,49% a quota 4016,90. In rialzo anche il Mibtel che segna un +1,59% a 1.596 punti. Borsa valori ancora in netto rialzo questa mattina sulla scia di Wall Street e dei mercati asiatici. Dopo un’ora di contrattazioni il progresso dell’indice Mibtel e’ dell’1,82%, a 11.622 punti, mentre l’S&P/Mib sale del 2,07% e l’All Stars dell’1,40%. La ripresa e’ guidata dai bancari, che beneficiano di un ritorno di fiducia sull’intero settore: Unicredit segna +4,1%, Monte Paschi +5,5%, Mediobanca +3%, Intesa +3,7%, Banco Popolare +6,2%. Bene anche i finanziari dove spicca il +6,6% di Unipol. Nel mirino Fiat (+5,2%) dopo che la stampa rilancia il tema del possibile accordo con Peugeot; il gruppo ha precisato che nessuna fusione sta per venire sottoposta all’esame del cda. Forti rialzi per L’Espresso (+7,7%), continua l’ascesa di Seat (+15,7%). Tra gli energetici pausa per Enel (-1%), bene Eni (+1,8%) e A2A (+3,4%). Tra le altre blue chip Autogrill sale del 4%, Luxottica perde il 2,5%.

Spin-off immobiliari, funzionano ancora!

salvadanaio.jpg Pensavate che la crisi avesse posto termine alle operazioni di spin-off immobiliare delle banche?
Ebbene vi siete illusi. La crisi che imperversa in questi ultimi mesi in buona parte del mondo non ha minimamente influito sulle manovre di asset dei grandi gruppi bancari, al contrario li ha addirittura favoriti.
Sembra, infatti, che il patrimonio immobiliare in mano delle banche sia cresciuto, grazie soprattutto alle operazioni di aggregazione che hanno contraddistinto i maggiori gruppi, sebbene non sia possibile avre dei dati precisi.
Ciò dipende dal fatto che buona parte degli immobili in possesso dei gruppi bancari è stato trasferito, già a partire dal 2006, a società di veicolo partecipate in joint venture, la cui unica funzione è quella di fungere da supporto iniziale per la creazione di fondi immobiliari.
Ma quando ha avuto inizio la grande “tradizione” degli spin-off immobiliari da parte delle banche?
Le prime importanti operazioni in questo senso hanno avuto inizio nel 2000 ad opera delle compagnie assicurative, poi immediatamente imitate dalle banche che, con il tempo, sono diventate delle vere protagoniste.
A confermarlo sono i dati.
Ad esempio Banca Intesa ha iniziato la dismissione nel 2003, con uno spin-off immobiliare di 400 cespiti per un controvalore di circa 450 milioni, conferito ad una società in joint venture con Beni Stabili.
Ancora il gruppo Unicredit, per rafforzare il proprio patrimonio immobiliare, ha dato il via ad una significativa campagna di valorizzazione dei propri asset immobiliari, successivamente trasferiti, una parte alla Unicredit Real Estate, l’altra, circa 300, ad un fondo immobiliare gestito da Fimit Srg.
Nel frattempo, chi non si era ancora lanciato in questo fruttifero settore sta correndo ai ripari.
Così anche il Monte dei Paschi di Siena ha avviato uno spin-off immobiliare, con l’obiettivo sia di razzionalizzare i propri asset sia di rafforzare il patrimonio. Dal canto suo, il Banco Popolare sta portando a termine la valorizzazione del patrimonio immobiliare, con l’obiettivo di realizzare una plusvalenza netta di 400 milioni.
Insomma, le banche si stanno dando davvero da fare e, stando alle cifre, sembra che quello della valorizzazione degli immobili sia un’arma valida per contrastare la crisi.

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