Mercati Europei

Governance economica: cos’è nell’UE?

Governance

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E’ una delle questioni più invocate all’interno dell’UE, ed ecco come la spiega Barroso, presidente della commissione europea: “Prima di tutto le scelte di politica economica di ogni Paese devono essere coordinate insieme agli altri. Una strategia che alla fine è stata accettata.

Non c’è altra strada credibile: andare avanti con la concertazione pur accettando le prerogative dei parlamenti nazionali. Così come bisogna coordinarsi per anticipare comportamenti virtuosi verso benchmark di eccellenza. I budget vanno messi sotto controllo e occorre introdurre sanzioni e incentivi più forti per raggiungere stabilità e crescita. Il rischio è di mettere in discussione l’assetto del welfare europeo.

Naturalmente non si può più rimandare l’approvazione di una rigida agenda per regolare il settore finanziario. Stiamo lavorando per creare una architettura istituzionale che garantisca una maggiore supervisione. E’ stata concordata nuova strategia Europa 20-20 per il rilancio di una crescita intelligente, innovativa e inclusiva.”

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EU: i Paesi sono individualisti

Emanuel Barroso, presidente della commissione europea, sostiene che i EU, in questo periodo negativo, non stiano collaborando ma stiano pensando unicamente a sè stessi.

Per questa ragione, Barroso auspica che il presidente USA Obama introduca a breve “sanzioni e incentivi per raggiungere stabilità e crescita”.

Inoltre, il presidente aggiunge:

“Bisogna abituarsi alla doppia identità. Sulla prima pagina del “Corriere della Sera”, faccio un piccolo esempio, c’è il simbolo dell’Europa ma è un giornale italiano. Non possiamo più pensare a una identità esclusiva, dobbiamo abituarci al concetto di identità multipla. Sommare due parti che devono diventare complementari: la diversity e l’unità.”

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Fiat in Serbia: problemi per l’Italia?

Fiat

Fiat

L’investimento che l’azienda locale produttrice di auto (Fiat) ha deciso di effettuare in Serbia, per la manifattura della nuova autovettura, non cessa di sollevare questioni in .

I sindacati si incontreranno per discutere insieme al tavolo delle trattative il da farsi, e nel frattempo il sindaco Chimaparino ha discusso con Segio Marchionne per i lavoratori nostrani, e quest’ultimo ha affermato di non avere intenzione di precludere nulla a Torino, città madre della Fiat stessa.

Promesse (da mantenere) a parte, anche Berlusconi si pronuncia sulla questione della delocalizzazione dello stabilimento, e dichiara:

“Delocalizzazione non a scapito dell’ (…) In una libera ed in un libero stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione (…) mi auguro però che questo non accada a scapito dell’ e degli addetti a cui la Fiat offre il lavoro.”

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Enel: accordo tra Gas Natural e Green Power

Energia rinnovabile

Energia rinnovabile

Enel Green Power SpA e Enel Green Power España hanno firmato un accordo di joint-venture con Gas SDG. Le società, che si occupano della produzione di energia da fonti rinnovabili, hannon annunciato che con tale unione si renderà più facile la penetrazione sul mercato iberico dei singoli obiettivi delle company stesse.

L’accordo, come sempre accade, è soggetto a condizioni e scadenze; queste ultime, nello specifico, implicano la riuscita di alcuni dei progetti cardine della joint-venture entro l’anno, pena lo sciogliemento o la modificazione dei termini stessi. Da Green Enel Power fanno sapere:

“Questo accordo consolida l’importante posizione raggiunta da Enel Green Power España nella penisola iberica. Stiamo integrando e ristrutturando la nostra presenza in Spagna e Portogallo per far crescere ulteriormente il nostro perimetro, anche in considerazione dell’enorme rilevanza che questa regione assume per il nostro sviluppo futuro”.

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Poste Italiane: rinnovo servizi dal 2011

A partire dal 2011, il servizio delle si rivoluzionerà: nuovi orari di consegna della posta per i portalettere, per venire incontro alle esigenze diversificate dei clienti.

I nuovi orari prevederanno queste regola per la consegna della corrispondenza (prioritaria, raccomandata e commerciale):
- da lun. a ven. dalle 8 alle 16
- il sabato, dalle 8 alle 20 si potrà usufrure di servizi a richiesta quale il recapito di telegrammi, il ritiro a domicilio o il ritiro posta registrata insieme alle consegne urgenti

Massimo Sarmi, l’amministratore delegato della compagnia, spiega che questi cambiamenti vogliono sposarsi con le mutate esigenze di comunicazione degli italiani, accorciare i tempi e le distanze, e facilitare le consegne.

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Capitan Findus parte alla volta dell’Inghilterra

Capitan Findus

Capitan Findus

Era in nostrano capitano attempato ma saggio, poi era diventato miracolosamente giovane e sexy, fatto sta che Capitan Findus era in tutte le pubblicità italiane e solcava sempre i mari.

In questi giorni, abbiamo capito la rotta dell’inarrestabile capitano: il Regno Unito. E’ infatti di nuova cessione il marchio italiano all’inglese . E così, insieme ai Sofficini Findus, sono andati ai nostri compagni europei anche i Salti in Padella e gli altri prodotti surgelati.

Martin Glenn, il CEO dell’azienda UK, commenta:

“Siamo entusiasti che Findus Italia si ricongiunga con Birds Eye Iglo. Continueremo ad investire e sviluppare il nostro business in modo sostenibile e profittevole in futuro e siamo convinti che le comuni esperienze e competenze ci permetteranno di offrire ai consumatori in tutta Europa una gamma di prodotti surgelati senza rivali”

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Falso Made in Italy: la piaga economica dell’Italia

LV fake

LV fake

I prodotti di lusso sono ormai da diversi anni copiati e contraffatti, i cui settori di maggiore incidenza sono quello dell’abbligliamento, moda ed accessori di alta qualità.

Nel 2010, fino ad adesso, sono già stati sequestrati circa 30 milioni di pezzi falsi. Questo fenomeno sta colpendo trasversalemnte l’economia italiana, per un totale di 18 miliardi di Euro (e, come vuole la consuetudine, con annesse evasioni fiscali di circa 5 miliardi di Euro).

Da Confindustria, gli industriali nostrani si schierano contro una decisa lotta al “” che, secondo Confindustria stessa, potrebbe far riottenere il posto di lavoro a circa 130 mila italiani: la produzione a basso costo in Paesi come la Cina e la Turchia non sta solo sottraendo parte del giro d’affari destinato al vero , ma anche sottraendo manodopera nostrana.

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Economia: piccoli negozi schiacciati dagli outlet

Promozioni outlet

Promozioni outlet

Ormai sono in tanti, tantissimi. Hanno proliferato e sono un pò d’appertutto, per la gioia dei consumatori… e lo sconforto dei piccoli commercianti, sopratttto quelli “sotto casa”. Si tratta della diffusione degli outlet, che hanno creato un nuovo modo di fare moda e spendere i soldi.

Sono arrivati progressivamente, dal nord Italia. Gli outlet sono dei “contenitori” di abbigliamento, accessori, mobili e quant’altro di alta qualità, i cui pezzi vengono però venduti a meno rispetto al negozio e che, soprattutto, sono passibili ai saldi stagionali.

Un doppio sconto, quindi un doppio affare. Gli italani si muniscono di auto o bus e partono a scaglioni verso le diverse mete del risparmio, e a risentirne sono sopratutto i negozi autonomi, che stanno sperimentando un calo della clientela e sono, spesso, costretti ad alzare i prezzi. Si punta ormai solo nella speranza che il piccolo rivenditore abbia “roba di qualità”, che nelle grandi distribuzioni si insinua non essere così. O, per lo meno, così sperano i piccoli commercianti.

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Made in Italy: un’etichetta sacra per l’economia nostrana

Giancarlo Galan, ministro delle Politiche agricole, preme sul fatto che si renda obbligatoria l’etichetta che accompagna l’origine della materia prima.

Pare che, oltre ad essere una priorità di , questa lo sia anche per il premier , il quale pare aver affermato di voler al più presto istituire l’obbligatorietà di quest’indicazione, tramite una legge, al fine di tutelare la qualità e l’eccellenza dei prodotti nostrani, soprattutto pane, pasta e carne.

L’accordo italiano, però, deve trovare riscontro positivo con ; la , tuttavia, procede convinta nel volere salvaguardare la fiorente gastronomica del Paese, sopratutto dopo il recente caso delle mozzarelle blu.

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Tessile cinese: l’unico che resiste alla crisi

Tessile cinese

Tessile cinese

E’ stato l’unico settore che nel 2009 ha registrato una crescita del +20%, alla faccia della crisi. Si tratta del tessile cinese, precisamente quello di .

Con i suoi capannoni fatiscenti, i suoi lavoratori sfruttati e sottopagati, a si producono carichi di indumenti ogni 48 ore, vengono venduti a partire da 2,50 Euro, e fatturano 360 milioni di Euro all’anno sul mercato italiano (costituendo il 70% del giro d’affari).

Ed anche se la fattura dei capi è creata con tessuti import ed i sarti sono cinesi, il marchio finale può vantare il , dato che gli abiti vengono effettivamente confezionati nello Stivale.

(Foto © Indika)