Fisco

Le tasse? Si pagano al tabacchino e allo shopville

E-money

E-money

Entro pochi mesi sarà possibile pagare le tasse anche nei tabacchini e nei centri commerciali. E’ la nova progressione del settore fisco, il cui obiettivo è di rendere i suoi servizi più informatizzati.

Oltre alla comodità che l’innovazione in questione apporterebbe ai cittadini, tale facilitazione sarebbe anche un incentivo per spingere tutti gli abitanti dello Stivale a pagare la loro parte. L’idea è di Renato Brunetta ed Attilio Befera, rispettivamente ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione e presidente dell’Agenzia delle Entrate.

Le care esattoriali, dopo l’informatizzazione del fisco, saranno pagabili a qualisiasi ora, anche di sabato e domenica. I punti vendita che aderiranno al circuito non richiederanno spese di commissione aggiuntive al cittadino per effettuare il servizio (i costi rimarranno invariati) e, con un software apposito, si potreanno anche pagare eventuali more.

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Facebook: vecchio fondatore chiede interessi

Facebook e Zuckerberg

Facebook e Zuckerberg

A partire dalla nascita del social network Facebook nel 2003, quando ancora aveva il nome di thefacebook, fino ad oggi è spuntato un autoproclamatosi cofondatore.

Tale Paul Ceglia, cittadino newyorkese, sostiene di aver firmato un contratto con Mark Zuckerberg (attualmente conosciuto come il solo fondatore del social network) che attestava l’84% della proprietà del sito a Ceglia.

Se il tribunale dovesse onorare i termini del presunto contratto iniziale denunciato ada Ceglia, quest’ultimo potrebbe quindi ottenere fino a 6 miliardi di Dollari di “arretrati”.

La causa di Ceglia è stata depositata lo scorso 30 giugno; nel frattempo, il portavoce di Facebook sostiene che la società si opporrà con tutte le proprie forze a questa richiesta, che considerano priva di fondamento.

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Redditi in Italia: quanti poveri!

Finti poveri

Finti poveri

Nell’anno 2008, i redditi dichiarati dai liberi professionisti italiani sono così bassi da far pensare ad un Paese sottosviluppato ed assolutametne classificabile come nella povertà più nera.

Tra la lista dei lavoratori autonomi super poveri, che dichiarano un reddito medio di 27.500 Euro annui, in base a quanto è stato dichiarato al Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, ci sono anche categorie ben più sfortunate di queste già esigue:
- parrucchieri: 11.400 Euro
- orefici: 14.300 Euro
- macellai: 16.000 Euro
- gestori di impianti sportivi: 4.800 Euro

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Trasparenza prezzi dei farmaci: nessuno la rispetta

Medicine care

Medicine care

Nel 2008 è stata concessa in Italia la liberalizzazione dei prezzi dei farmaci da banco, venduti nelle farmacie. La legislazione prevedeva anche che si applicasse una politica di trasparenza sui prezzi, già liberalizzati, per tutelare ed informare il consumatore.

Ad oggi, nulla di fatto. O meglio, troppo di fatto: un’indagine di Altroconsumo ha potuto sconsolatamente rilevare come questa campagna di trasparenza non sia stata quasi per niente applicata, ma la liberalizzazione dei prezzi è stato un vero successo.

In due anni di tempo e dopo un test di Altroconsumo, le farmacie “trasparenti” sono difficili da individuare. Il Garante della campagna ha controllato quanti rivenditori esponessero il prezziario dei farmaci (come previsto dal Garante), e ne è risultato che solo in ¼ di queste tale normativa veniva applicata, su un totale di 151 farmacie controllate. Le città che più hanno aderito all’iniziativa? Roma e Torino (con più del 50%).

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Crisi economica: tempo di nuovi studi di settore

Crisi economica

Crisi economica

Dato che la realtà cambia, anche gli studi relativi al settore devono adeguarsi. E fu così che l’attuale crisi economica riuscì a creare dei nuovi studi, totalmente focalizzati e ponderati su questo fenomeno.

Per esempio, l’agenzia delle entrate ha modificato lo strumento di indagine fiscale, e lo ha diversificato in base ai diversi Paesi, dal quale ne vengono fuori tre campi d’indagine: le retribuzioni, il redditto pro-capite, le quotazioni immobiliari di ogni zona delimitata.

Questi tre indicatori vengono analizzati in base al modo in cui si intersecano naturalmente: come le retribuzioni influenzino il reddito del singolo cittadino, il quale mostrerà un comportamento in relazione alle realtà territoriali.

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Francia: tutti contro la borsa di studio ai cantanti

Cantanti pop

Cantanti pop

Arriva dalla Francia la notizia dell’indignazione del Paese francofono per la concessione di 2 delle 4 borse di studio “pensionnaieres” per la Villa Medici a Roma.

Si tratta di una dependance che ospita, a spese dello stato francese, degli stagisti che hanno ottenuto la tanto abita borsa, e che possono in questo modo esprimere la loro creatività.

Unico problema: gli artisti e gli amanti della musica hanno scritto una petizione al ministro della Cultura francese affinché le due borse in questione siano tolte ai due artisti, che sono già conosciuti ed affermati nel panorama musicale.

In questo modo, secondo i francesi, si toglie la possibilità ai giovani artisti emergenti di svilupparsi, sperimentare e crescere.

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Manovra sanità: taglio ai guadagni dei farmacisti

Manovra sanitaria

Manovra sanitaria

Farmacisti e farmacie sono anche oggetto dell’ultima manovra finanziaria volta per arginare l’attuale crisi economica.

Nello specifico, il margine di guadagno dei farmacisti e dei grossisti sulla vendita dei prodotti medicinali verrà ridotto dalla manovra, a favore della promozione all’uso di farmaci generici. In numeri, le farmacie scivoleranno dall’attuale guadagno del 6,65% a quello del 3,65% dopo la manovra; similarmente, i grossisti perderanno una percentuale fino a -35% del guadagno.

Pare che tali misure, che a partire dal 31 dicembre prossimo prevedono anche una riduzione del costo dei farmaci generici, permetteranno alle casse statali di risprmiare 550 milioni di Euro, che saranno reinvestiti nel rafforzamento del sistema sanitario nazionale.

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Pronto? Risponde il Fisco

Telefono

Telefono

Niente più sportelli, ma un solo numero di telefono. Così, anche il Fisco si svecchia abbracciando una forma di comunicazione più appropriata ai tempi d’oggi, quella di internet e dei call center.

Sono in continua crescita, infatti, i servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate sia sul web che via telefono, questo per andare incontro ad una clientela sempre più abituata ad utilizzare la rete per velocizzare le operazioni e risparmiare tempo. La rete, dunque, come via di comunicazione preferenziale per i contribuenti.

I dati dello scorso anno hanno mostrato come gli uffici territoriali abbiano evaso complessivamente 9.896.089 prestazioni a favore dei cittadini: molti di loro, invece che armarsi di pazienza e fare la coda allo sportello, hanno deciso di usare mouse e/o cornetta. Una scelta sempre più al passo con i tempi.

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Cdm: donne in pensione a 65 anni

Donne lavoratrici

Donne lavoratrici

A partire dal 2012, le donne Italiane andranno in pensione a 65 anni. E’ stato il via libero che i ministri hanno dato venerdì scorso.

La richiesta dell’Europa affinchè anche l’Italia si adeguasse al resto degli standard UE è stata dunque accolta, e così dal 1 gennaio 2012 le dipendenti pubbliche allungheranno il loro servizio di 5 anni.

L’aumento dell’età pensionabile, a quanto sostiene il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, avverà in un’unica manovra, senza tappe intermedie o cambiamenti graduali.

Si tratta, ricordiamo, di una manovra economica di governo, dalla quale si spera di trarre dei risparmi che possano consentire di mantenere il sistema pensionistico in modo stabile e con una visione al futuro.

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Multe: non tutte si devono pagare

Multa

Multa

Sempre molte più fonti sostengono che non sia necessario pagare qualsiasi multa si riceva. Alcune delle cartelle esattoriali che si ricevono, infatti, possono non costituire validi titoli esecutivi.

Quando? Quando si riceve una cartella, è bene verificare se prima si sia ricevuta una notifica di questa

La cartella deve riportare tutta una serie di informazioni, quali: ente creditore, data di iscrizione a ruolo del debito, norma del codice della strada violata, data dell’infrazione, ecc.

Le multe, per legge, possono essere riscosse entro un limite massimo di 5 anni prima di cadere in prescrizione. Se la cartella vi arriverà dopo 5 anni (può capitare) non sarà da ritenersi valida.

(Foto © Donttrashaz)