Fondi Ue: nel 2011 pagati 32,9 Mld euro in Italia

fondiNel 2011 la Commissione europea ha pagato agli Stati membri un record di 32,9 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione comunitaria, pari a un incremento dell’8% rispetto al 2010. Lo ha reso noto oggi l’esecutivo Ue in un comunicato.
Quanto all‘Italia, sul totale di 3,1 miliardi di euro del piano d’azione per la politica di coesione, “un miliardo verrà investito nel settore dell’istruzione nelle otto regioni del Mezzogiorno”, ha detto Ton van Lierop, portavoce del commissario Ue alla Politica regionale Johannes Hahn. “Circa 600 milioni dal fondo europeo per lo sviluppo regionale andranno alle infrastrutture in questo settore e il resto sono soldi per progetti legati al fondo sociale europeo, come la formazione degli insegnanti”, ha spiegato.
Nel complesso, ha inoltre annunciato il portavoce, 82 miliardi di euro relativi al periodo 2007-2013 sono ancora disponibili per il finanziamento di progetti europei nell’ambito del fondo per lo sviluppo regionale europeo, del fondo sociale europeo e del fondo di coesione.
I fondi strutturali sono fondi per la crescita – ha commentato il commissario Hahn -. Essi puntano a investire in modo intelligente nello sviluppo economico di lungo periodo, a sostegno della creazione di posti di lavoro”.
Da parte sua, il commissario responsabile dell’Occupazione, Laszlo Andor, ha osservato che il “forte” utilizzo del fondo sociale europeo riflette il crescente bisogno per investimenti nella formazione delle persone in un momento in cui la disoccupazione e gli effetti sociali della crisi diventano sempre piú visibili.
Tornando all’Italia, van Lierop ha spiegato che, rispetto al totale di 3,1 miliardi di euro, 1,5 miliardi verranno messi a disposizione dalla Commissione europea e la quota rimanente – 1,6 miliardi – rappresenta il contributo italiano.
La parte italiana verrà investita nel settore ferroviario, mentre quella europea – oltre al settore dell’istruzione – sarà utilizzata per lo sviluppo della banda larga, nella ricerca e innovazione nonché a sostegno delle piccole e medie imprese.
Questo, ha spiegato la Commissione, “è il risultato della riprogrammazione dei fondi, in collaborazione con le autorità nazionali e regionali, per stimolare la crescita in settori cruciali”.

(Fonte Ansa)
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