Europa:”Colmiamo il divario digitale”
Leggi tutti gli articoli di Lucia Cocozza
Con il progressivo passaggio dalla tv analogica a quella digitale, resteranno libere ben i 4/5 delle frequenze, le quali probabilmente serviranno agli spettri radio, alle frequenze internet senza fili e ai telefoni cellulari, nonchè ai nuovissimi canali interattivi.
Un bel bottino, quindi, che potrebbe servire soprattutto per portare internet in quelle aree che non sono ancora cablate.
Questa la propensione della Commissione Europea che in una nota dei giorni scorsi ha proposto un piano per la ripartizione delle frequenze. Questo il progetto relativo al “dividendo digitale” che, oltre a livellare i livelli tecnologici delle varie aree europee, potrebbe portare anche un introito considerevole per i paesi, tra i 20 e i 50 miliardi di euro.
Un piano imponente che vede coinvolti tutti gli Stati Membri e le istituzioni europee e che rappresenta l’occasione più giusta per avviare un processo di democratizzazione della banda larga a livello paneuropeo
“Soltanto se lavoriamo insieme a un piano comune l’Europa potrà trarre i massimi benefici dal dividendo digitale. Per redigere il piano la Commissione ha cooperato strettamente con i paesi UE, il Parlamento europeo, l’industria e i rappresentanti dei consumatori “, ha dichiarato Viviane Reding, commissaria UE per la società dell’informazione e i media. “Esorto gli Stati membri della UE ad accelerare il passaggio alla TV digitale e a completarlo entro il 1° gennaio 2012. Invito inoltre le autorità nazionali a utilizzare il dividendo digitale in modo da favorire la concorrenza, aprire il mercato a nuovi operatori e servizi e massimizzare gli effetti sull’economia. Solo così si potrà garantire che il dividendo digitale sia usato per portare la banda larga wireless in regioni della UE in cui l’internet ad alta velocità non può essere fornito in modo efficiente con altre tecnologie”.