Vendite al dettaglio ancora giù

spesa1 Scendono ancora le vendite al dettaglio che nel mese di maggio hanno fatto registrare una contrazione del 2,9%. A renderlo noto l’Istat che ha rimarcato come il calo riguardi un pò tutti i settori, compreso quello alimentare.
A questo dato l’istituto di ricerche statistiche ha anche aggiunto che le diminuzioni più pesanti si sono registrate per le imprese che operano su un territorio piccolo e che, ragionando per settori, il settore alimentare ha registrato un meno 0,6%, mentre quello delle vendite di prodotti non alimentari un incremento dello 0,2%.
Nel complesso tuttavia il commercio delle vendite a dettaglio è diminuito negli ultimi tre mesi dui circa lo 0,4%.
“Il dato di maggio sulle vendite ci dice che soprattutto i piccoli esercizi restano sott’acqua con intatto il rischio di una emorragia di chiusure che potrebbe toccare nel 2009 un saldo negativo di almeno 50 mila unità. Avremo pure toccato il fondo ma di certo ancora non si vede la luce. Anzi le imprese si trovano accerchiate: vendite giù ma anche credito difficile, fisco pesante, costi rigidi”, commenta un allarmato Marco Venturi, presidente di Confesercenti.

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3 Responses to “Vendite al dettaglio ancora giù”

  1. 1
    immancabile Says:

    questa crisi ha fatta riscoprire il senso delle cose, il senso dell’eccesso e sopratutto l’orgoglio di non essere ricchi e moderatamente poveri senza vergogna. Una volta rispolverate certi valori si scoprono nuovi orizzonti, in pratica stiamo vivendo l’alba di una nuova cultura non certo commerciale. Continueranno ancora a scendere le vendite!

  2. 2
    icy Says:

    Ma anche no. Le vendite diminuiscono solo perché calano i soldi disponibili (per via dell’aumento della disoccupazione e per via della percezione di insicurezza sulla disponibilità di denaro), nel momento in cui non fosse più così tornerebbero tutti allegramente a spendere. La gente è stupida, ma non così tanto da non saper autoregolarsi almeno un pochino.

  3. 3
    Lucia Cocozza Says:

    Ci sono delle cose giuste in entrambe queste affermazioni. Da una parte è vero che probabilmente il restringersi delle “disponibilità” potrebbe far riscoprire orizzonti perduti, ma dall’altro è altrettanto vero che probabilmente questo restringimento può essere considerato come un semplice adattamento alle condizioni non certo semplici nelle quali viviamo.

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