UE, al bando gli standard di qualità

frutta-e-verdura Entra oggi in vigore l’abolizione degli standard minimi di qualità per la frutta e la verdura, stabilita dal Regolamento comunitario n.1221/2008. Lo rende noto la Coldiretti che sottolinea anche come aumenterà il rischio di trovare sui bachi frutta e verdura di scarsa qualità e a prezzi elevati.
L’associazione dei produttori agricoli spiega come a causa di questa norma si potrà subire facilmente una vera e propria invasione dei prodotti esteri, cosa che sta già avvenendo visto che le importazioni sono aumentate di circa il 22%.
Un vero danno per l’Italia, visto che il regolamento comunitario favorisce ampiamente le produzioni dove i controlli sono meno rigidi, colpendo invece duramente il nostro paese che è il principale produttore ortofrutticolo dell’Unione Europea con circa 24 milioni di tonnellate di frutta, ortaggi ed agrumi freschi, per un fatturato, compreso l’indotto, di 22,8 miliardi di euro.
In cosa consiste questo regolamento?
In pratica la Commissione Europea ha disposto l’abolizione degli standard minimi di qualità di 26 prodotti ortofrutticoli sui 36 esistenti. Vengono in pratica soppresse – sottolinea la Coldiretti – le regole sulla dimensione, il peso e la qualità di origine di alimenti come carciofi, melanzane, cavolfiori, cipolle, asparagi, piselli, ma anche nocciole in guscio, albicocche, meloni, prugne e cocomeri, che vengono assoggettati ad una generica definizione di merce sana, leale e mercantile, mentre nulla cambia per dieci prodotti ortofrutticoli ritenuti rappresentativi per il mercato. (mele, agrumi, pere, kiwi, insalate in genere, pesche e nettarine, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori).
I rischi secondo Coldiretti sono numerosi e riguardano, oltre la possibilità di acquistare prodotti scadenti, anche la diffusione di pratiche di concorrenza sleale da parte dei nuovi paesi dell’est a danno dei consumatori e delle imprese agricole nazionali e delle loro cooperative impegnate a garantire standard qualitativi da primato nella Unione Europea.
Coldiretti ha messo a punto anche un vademecum con una serie di consigli per difendersi. Ecco alcuni esempi:
- verificare sempre la presenza dell’etichetta di provenienza
- prediligere le varietà di stagione coltivate in serra o in pieno campo che presentano le migliori caratteristiche qualitative e il prezzo più conveniente
- preferire le produzioni e le varietà locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza
- privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati rionali e di Paese e nei punti vendita specializzati della grande distribuzione dove è possibile fare buoni affari ed è più facile individuare l’origine e la genuinità dei prodotti.

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