General Motors, quale destino?
Leggi tutti gli articoli di Lucia Cocozza
Si fa sempre più forte il rischio bancarotta per General Motors, mentre proseguono le trattative tra Fiat e Chrysler al fine di chiudere le trattative entro la scadenza Obama.
Al centro delle discussioni ci sarebbe soprattutto la struttura societaria di Chrysler, che dovrebbe dotarsi di un nuovo CDA e di un nuovo management.
Secondo le indiscrezioni ci potrebbe essere un coinvolgimento dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, nella gestione delle attività di Chrysler, addirittura con il ruolo di ad.
La strada verso un accordo appare comunque difficile e in salita, visto che l’assetto proprietario di Chrysler è oggetto di complesse negoziazioni fra gli azionisti Cerberus e Daimler e il sindacato United Auto Worker e i creditori.
GM ha comunque ancora un mese e mezzo di tempo per presentare un credibile piano di ricostruzione, sebbene il governo americano si stia già preparando ad una bancarotta «rapida e chirurgica», nel caso la casa di Detroit non riesca a dimostrare di poter tornare solvibile.
In questa ultima ipotesi la spesa a carico dei contribuenti sarebbe apri a 5/7 miliardi di dollari, almeno stando alle ipotesi del New York Times.
Al momento GM è in trattative con i detentori dei bond societari al fine di riconvertire il debito in azioni, un’operazione di circa 28 miliardi di dollari, che allarma e preoccupa alquanto i creditori.
Se ci fosse la bancarotta lo scenario più probabile sarebbe quello di una divisione degli asset di GM tra
una «good company» e una «bad company» che si accollerebbe i marchi privi di mercato e i debiti legati al piano sanitario per i dipendenti. Secondo il Wall Street Journal, gli obbligazionisti di General Motors stanno già preparando un’azione legale nel caso il governo presenti un piano che possa danneggiare i loro investimenti.