Xerox l’azienda con la reputazione migliore
Leggi tutti gli articoli di Lucia Cocozza
La rivista Fortune ha stillato anche quest’anno la classifica delle aziende con la miglior reputazione. Il primo posto è andato alla Xerox che guadagna il vertice dopo il quarto posto dello scorso anno.
Lo studio, condotto dalla società di consulenza Hay Group, ha riguardato manager, diretori e analisti chiamati ad esprimere un parere su circa 1.400 imprese in base a parametri come la capacità di innovazione, il valore degli investimenti e la competitività globale.
“Xerox ha conquistato il primo posto grazie al valore delle nostre persone, del nostro brand e della nostra capacità di innovare”, ha sottolineato Anne Mulcahy, Chairman e Chief Executive Officer di Xerox. “Investiamo e crediamo in questi valori, sapendo che in Xerox ogni singola persona contribuisce a creare la percezione che l’azienda riflette sul mercato”.
“Il riconoscimento che abbiamo ottenuto dal mondo business rappresenta per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione, ed esprime la nostra storia caratterizzata da qualità del servizio, tecnologie all’avanguardia, impegno verso tutti i nostri dipendenti e verso le comunità in cui lavoriamo e viviamo”, ha aggiunto Mulcahy. “Questo riconoscimento rafforza ulteriormente il nostro impegno nei confronti del valore che continueremo a fornire a tutti i nostri stakeholder”.
I risultati complessivi dell’inchiesta verranno pubblicati nel numero del 16 marzo della rivista Fortune e saranno anche consultabili alll’indirizzo http://money.cnn.com/magazines/fortune/mostadmired/2009/snapshots/451.html
“Qualsiasi azienda sappia raggiungere prestazioni soddisfacenti, preservando la propria reputazione anche in presenza della peggiore recessione economica degli ultimi 75 anni, è da ammirare più di quelle realtà il cui successo è strettamente legato ai momenti di boom economico”, ha sottolineato Geoff Colvin, redattore di Fortune nell’articolo che introduce la ricerca. “Una buona reputazione è una dote rara, e quindi preziosa più che mai – senza contare che, in un periodo di tumulti economici, è un aspetto ancora più volatile”.